Test intelligenza


Il quoziente d’intelligenza o QI (IQ, intelligence quotient in inglese) è un numero derivato da una serie di test standardizzati. Questi test misurano l’abilità di una persona nell’eseguire un certo numero di compiti ai quali la maggior parte delle persone cresciute in quella società saranno esposte, e quindi misurare la capacità di una persona nell’assimilare e ripetere compiti intellettuali meccanici.

I test che concorrono alla definizione del QI sono stati pensati e scelti perché si ritiene siano in grado di prevedere lo sviluppo intellettuale successivo del soggetto, in particolar modo quello relativo all’alfabetizzazione.

I test del QI prendono il loro nome dal quoziente intellettivo poiché sono basati sulle relative capacità cognitive dell’intelligenza in riferimento ad un gruppo di soggetti della stessa fascia di età.

I test del QI non riportano un risultato dell’intelligenza come se fosse la misura dell’altezza con il righello (scala assoluta), ma riportano una scala relativa al proprio gruppo di appartenenza (sesso, età).

Il QI è descritto come un quoziente perché, in origine, esso rappresentava il rapporto tra l’età mentale (misurata con il test) e l’età cronologica. Inoltre, le prove di QI sono generalmente destinate per valutare eventuali disturbi e/o difficoltà di apprendimento rispetto ai gruppi culturali di riferimento.

Il principale utilizzo del test per la misurazione dell’intelligenza sono la diagnosi e il trattamento di:

  • Ritardo mentale
  • Disturbi di apprendimento
  • Deterioramento cognitivo

oltre alla determinazione delle potenzialità individuali nei contesti organizzativi ed aziendali.

E’ stato confermato scientificamente che il QI correla con i risultati accademici, le performance lavorative, lo status socioeconomico e le cosiddette “patologie sociali”. Secondo alcuni studiosi però il QI non è un sinonimo di intelligenza in toto ma esso ne rappresenta solo una parte, solo un certo tipo di intelligenza. Difatti sono molteplici i concetti di intelligenza con prospettive e teorie più o meno ampie e quindi è diverso anche il riferimento al QI.

Storia
Nel 1905, lo psicologo francese Alfred Binet pubblicò il primo test di intelligenza moderno, il “Binet-Simon intelligence scale”. Grazie al suo collaboratore Theodore Simon, Binet pubblicò modifiche alla sua scala di intelligenza nel 1908 e nel 1911, l’ultima apparizione prima della sua morte prematura. Nel 1912, l’abbreviazione di “intelligence quotient” o I.Q., una traduzione dal tedesco Intelligenz-quotient, fu coniata dallo psicologo tedesco William Stern.

Un più approfondito sistema della scala Binet-Simon fu pubblicato nel 1916 da Lewis M. Terman, della Stanford University, che condivise la tesi di Stern che l’intelligenza di un individuo si debba misurare con il quoziente d’intelligenza (Q.I.). I test di Terman, che ha nominato Stanford-Binet Intelligence Scale gettarono le basi per uno dei test di intelligenza moderni, usato ancora oggi. Sono tutti comunemente chiamati “Test di QI”

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